mercoledì 7 settembre 2011

IL SEGRETARIO

     Il segretario, almeno nella tradizione italiana, rappresenta la voce più autorevole del partito, gli altri dirigenti possono anche parlare a titolo personale, ma quando parla il segretario è la linea ufficiale del partito, quella scaturita dai congressi, dalle direzioni e dalle altre assisi democratiche di una organizzazione partitica.
     I segretari dei partiti di massa uscita dalla clandestinità del fascismo, e che dettero vita alla nostra Repubblica non parlavamo in prima persona singolare ma utilizzavano sempre il noi, proprio per rimarcare questa collegialità e condivisione di tutti, militanti e dirigenti, alla linea di partito.
     Se dunque il segretario di un partito, poniamo Alfano, afferma che non ci sarà richiesta del voto di fiducia sulla manovra finanziaria, vorrà pur dire che quella linea è stata stabilita dalla direzione del partito, e se viene sconfessato poco dopo significa che Alfano non è il Segretario del Pdl ma è uno dei tanti messi lì a far da portavoce.

martedì 6 settembre 2011

IL GIRO DELLA PADANIA

     La padania si sa non esiste, vedi il mio post del 7 giugno http://lucio8.blogspot.com/search?q=padania , è una faceta invenzione di un buontempone di nome Bossi che dovendo sbarcare il lunario, qualche decennio fa, si inventò una patria per sistemare sé stesso e i suoi amici. L’operazione gli è riuscita molto bene, tanto da diventare ministro e dispensare ai suoi fedeli i più vari incarichi. Perfino suo figlio, detto il trota, senza sapere, come si dice a Napoli, neanche fare la O col bicchiere, si trova a fare il consigliere della più grande e importante regione d’Italia, portandosi a casa qualcosa come diecimila euro al mese.
     Adesso si é inventato il giro ciclistico della padania, al primo classificato, oltre alla maglia verde, un Golem, confesso credevo fosse un pokemon, al secondo uno scudo e una vanga, al terzo un trofeo a forma di M, il senso di quest’ultimo mi sfugge, spero non siano le iniziali del paese di M…. di Berlusconiana recente memoria.
     E’ come uno di quei giochi di strategia che si fanno sul computer, Age of Empires, o qualcosa di similare. Bisogna inventarsi un territorio, costruire case, templi, luoghi di lavoro, fare la guerra e conquistare terre. Con la differenza che una volta spento il computer tutto finisce, da noi invece non è possibile spegnere nulla ed il gioco si può trasformare, anche per la complicità,  più o meno mascherata, e l’insipienza di settori politici, in tragedia.

lunedì 5 settembre 2011

BUSH E BERLUSCONI

    Tutti ricorderanno Gorge Bush  fu presidente degli Usa per otto anni, il più potente uomo politico della nazione più potente del mondo.
    Per molti è stato un buon presidente, per molti altri è stato quello che ha scatenato qualche inutile guerra, ha abbassato le tasse ai ricchi e impoverito molti suoi concittadini.
    Ma qualunque sia il giudizio dopo otto anni è tornato ad essere un semplice cittadino e ad occuparsi dei suoi affari. Così come fecero Clinton ed altri prima di lui, e come è giusto che sia in un paese democratico.
    Solo in Italia da diciotto anni abbiamo la stessa classe dirigente, presidente del consiglio quasi a vita. Il segretario del Pdl Alfano, segretario come ricorderete eletto da un democratico congresso, candida ancora il sig. Berlusconi per le elezioni del 2013.
    Giusta designazione per un partito personalistico e aziendale.

domenica 4 settembre 2011

GOVERNO DI CLASSE

     Osvaldo Napoli, deputato del Pdl ed esponente, dunque, di questa maggioranza? politica che ci governa, qualche sera fa, intervistato dal Tg3, ha detto una cosa che mi è sembrata giusta, già questa sarebbe una notizia, non tanto per il sig. Napoli quanto in generale per il nostro ceto dirigente.
     Ha affermato che non bisogna governare solo per il proprio elettorato, ma avere una visione più generale degli interessi del paese.
     E’ vero, questo governo non legifera secondo questo criterio ma punendo o premiando i ceti, i settori e le zone geografiche che a ragione o a torto crede  siano suoi elettori o oppositori.
     Pensiamo in primis alla lega, che in tanti anni oramai di governo ha pesantemente penalizzato il sud. O all’ultima odiosa tassa del 2%, imposta dai leghisti, sul denaro che gli immigrati mandano alle loro famiglie.
     Pensiamo al vero e proprio furore ideologico contro le cooperative, contro  settori del pubblico impiego, contro gli insegnanti.
     Per contro invece guardiamo ai regali fatti agli evasori, a coloro che hanno portato i capitali all’estero, condonati col 5% contro il 30% degli altri paesi europei che hanno fatto una analoga iniziativa di scudo fiscale, pensiamo ai costruttori abusivi, il nostro presidente del consiglio fino all’ultima campagna per le amministrative prometteva condoni e sospensione degli abbattimenti.
     Credo che dire che questo governo è un governo classista è una verità difficilmente confutabile, poi se a qualcuno il termine classe non piace o sembra vetero comunista, pazienza, ma la realtà resta.

sabato 3 settembre 2011

GIANPAOLO TARANTINI E IL BENEFATTORE

     Gianpaolo Tarantini, noto alle cronache per aver provveduto a rifornire di escort l’utilizzatore finale Berlusconi, nella sua memoria difensiva, consegnata ai giudici, a pag. 5 dichiara testualmente:
“Complessivamente ho ricevuto circa 20 mila euro al mese (oltre ad altre somme per far fronte ad esigenze extra) fino al mese di luglio. Voglio subito precisare, a scanso di ogni equivoco, che l’importo di cui si tratta mi serve effettivamente per esigenze di vita, perché a mio carico, oltre alla mia famiglia, composta da mia moglie e da due bambine, vi è quella di mio fratello, composta da moglie e figlio, nonché la mia anziana madre vedova.”
     Il nostro presidente del consiglio si sa è un benefattore e quando vede una persona in difficoltà  mette subito mano al portafoglio. Quello che non capisco è come mai tra i suoi beneficiati non c’è mai qualche povero cristo, un barbone, una vecchia sdentata e che vive sotto i ponti, un cassaintegrato. Sempre ragazze giovani e carine, o, come in questo caso, persone in grado di conoscere e procurare ragazze giovani e carine.
     Il sig. Tarantini aveva bisogno per viver di ventimila euro al mese, e meno male che la sua famiglia non era più numerosa, se ci fossero stati altri fratelli o cugini o vecchie nonne da mantenere, per il povero presidente la somma sarebbe stata ben più cospicua.
     Ma come fanno gli operai della Fiat, o gli insegnanti, o i dipendenti pubblici a vivere con 1400/1500 euro al mese? E’ un mistero, avranno anche loro qualche benefattore occulto?

P.s. consiglio di leggere integralmente la memoria difensiva di Tarantini, sono 14 pagine, uno spaccato della nostra povera Patria.      http://download.repubblica.it/pdf/2011/tarantini.pdf

venerdì 2 settembre 2011

PAESE DI M****

“E’ vero fratello mio, non lo volevo dire per educazione, ma da quando sei entrato in questa stanza, anche io sento una puzza.”
     Qualcuno ricorderà la battuta del barone Zazà, interpretato da Totò, al fratello interpretato da Peppino.
     Il sig. Berlusconi ha detto che il nostro è un paese di merda, è  vero sig. presidente, anche noi sentiamo una puzza, è dal 1994 che la sentiamo.
     E’ puzza di populismo e di fascisti portati al governo, puzza di secessione e di razzismo, fetore di corruzione dilagante, tanfo di attacchi alla Costituzione e alle libertà e alla dignità dei lavoratori.
     La sentiamo, e sappiamo anche chi sono i responsabili di tale lordura.

giovedì 1 settembre 2011

L'AVANTI

    L’imprenditore Tarantini e consorte, e l’editore Lavitola, direttore e proprietario della testata l’Avanti, sono indagati per estorsione ai danni del sig. Berlusconi. Quello che più mi amareggia non è tanto l’aspetto giuridico o morale della questione, ma è il vedere accostare al nome di Lavitola un glorioso giornale come l’Avanti.
    Fondato nel 1896 ebbe fra i suoi primi abbonati il filosofo Benedetto Croce, tra i suoi direttori illustri uomini del socialismo italiano: Bissolati, Treves, Nenni, Lombardi, Pertini e De Martino.
    La sua redazione fu distrutta e bruciata più volte dai fascisti, chiuso dal regime, continuò la sua pubblicazione tra gli esuli politici, rivide poi la luce durante la resistenza.
    Passò indenne il periodo in cui fu direttore Mussolini, superò il ventennio fascista,  ma non scampò all’influenza di Craxi che tra i suoi demeriti, ha anche quello di aver affossato una voce libera e illustre.